Mindfulness nelle relazioni

Vecchio egoismo e nuova coscienza nelle Relazioni
Dr.ssa Daniela Iacchelli

Dobbiamo partire da una certezza: ogni personalità ha un suo Ego, ossia una “griglia” per leggere la realtà generata da diversi condizionamenti psicologici, tra cui l’appartenenza a codici di comportamento familiari e generazionali, culturali, sociali, religiosi, politici ecc… La PERCEZIONE E l’ATTRIBUZIONE DI SIGNIFICATI E’ SOGGETTIVA e produce sempre diversità che, nella logica egoistica della “separazione”, causa sempre attrito e sofferenza.

L’incontro tra due o più persone richiede quindi un continuo scambio per riconoscere le diverse percezioni e attribuzioni riguardo la realtà condivisa nella relazione. E’ destinata a fallire la relazione che dà per scontato che “ci capiremo” e che “non serve parlarne”. La vera questione è “come” ne parleremo e con quale aspirazione. Cioè se ci lasceremo muovere dalle spinte del nostro Ego o sapremo sviluppare un’alternativa che lo supererà.

L’Egoismo personale spinge sempre a considerare separati gli uni dagli altri, a non attribuire il giusto valore al “NOI”, favorendo piuttosto l'”Io e il Mio”. L’Ego umano crea discordia e antagonismo anche (o soprattutto) nelle relazioni d’amore, di amicizia, di alleanza sociale. L’obiettivo dell’Ego è vincere, avere ragione, giudicare per condannare, punire, vendicarsi, dominare, manipolare, legare, creare dipendenza.

Se scegliamo di camminare nel solco di una nuova Coscienza Liberata dall’egoismo, se scegliamo di tentare la difficile impresa di amarci gli uni gli altri e considerarci tutti appartenenti alla stessa rete di Esistenza che è l’intera Creazione, micro e macrocosmica, allora saremo impegnati a cambiare completamente le “griglie” e i parametri con cui cimentarci nelle relazioni d’amore coniugale, familiare, amicale, sociale.

Ogni personalità ha la possibilità di aprirsi ad una nuova istanza della Coscienza Umana che chiamiamo IO Superiore e che contempla di essere tutti ugualmente figli di un’unica Fonte Spirituale, quindi tutti Esseri Spirituali che stanno conducendo una vita terrena allo scopo di realizzare Amore e Libertà proprio in questo spicchio di Universo. Aprirsi a questa Natura Superiore, a questa Vastità dell’Essere, significa rivoluzionare le griglie di percezione e attribuzione di significati sulla base di 4 nuovi criteri fondamentali: Amore, Armonia, Verità, Libertà. Se cercherò di regolarmi nelle relazioni d’amore volendo praticare e realizzare questi criteri, sarò in grado di risanare l’egoismo e vivificare lo scambio, il dialogo e la vita in comune, producendo benessere e armonia al posto del malessere e dei conflitti che ci affliggono. Ma bisogna dedicarsi con tenacia e buona volontà a questo cammino di trasmutazione della Coscienza. Sarà un vero e proprio processo Alchemico: dal buio piombo dell’Ego arriveremo a far brillare la Luce dell’IO/Oro.

Ma dovremo conquistarcelo con conoscenza, disciplina e pratica quotidiana.

Per cimentarci in una rivoluzione delle nostre attitudini, quando siamo in una relazione d’amore, abbiamo bisogno di sapere quali sono le Pratiche più opportune a tale scopo.
Innanzitutto la Pratica va sentita importante e necessaria indipendentemente dal risultato che avremo nella relazione specifica in cui la applicheremo. In ogni caso svilupperemo una nuova attitudine: ridurre al minimo la sofferenza e trasformare l’ombra in luce. Attivare in noi i 4 nuovi Criteri fondamentali della Coscienza Risvegliata (Amore-Armonia-Verità-Libertà) dà senso alla nostra ricerca e alla nostra vita al di là di ciò che possiamo ottenere nei singoli casi da noi vissuti.

1) “Ama il prossimo tuo come ami te stesso” è un pilastro spirituale a cui attenersi. Innanzitutto va sviluppata una buona e profonda relazione con se stessi. Non possiamo pretendere di saper fare con gli altri ciò che non sappiamo fare con noi stessi. Spesso abbiamo l’impressione che per gli altri siamo disposti a fare di più che per noi stessi, ma è solo un’illusione psicologica dell’Ego. A ben guardare, scopriremmo che ciò che diamo agli altri e non a noi stessi è di frequente un modo per ottenere qualcosa da loro che non sappiamo dare a noi stessi.

2) “Beati i Miti, perché erediteranno la Terra”. La Mitezza è aver superato la propria reattività vendicativa (aggressiva o passiva) quando l’altro ci urta, ci offende, ci fa soffrire. Si conquista imparando a dominare se stessi, sapendo respirare profondamente e a lungo per prenderci il tempo di mettere una giusta distanza tra il sentire e l’agire. Si fonda sulla percezione nuova che non ci sono nemici da vincere e dominare, ma occasioni importanti di manifestare il meglio della nostra umanità nel rispetto di quella dell’altro. Significa saper restare centrato e quieto in me stesso, custodendo il mio Centro interiore come ciò che di più Sacro è in me. Di conseguenza, significa rivolgersi all’altro come ad un Centro altrettanto Sacro. Ogni urto può farmi “imbestialire” se lascio scatenare il mio Ego, sfigurando così la mia bellezza e la mia umanità. Oppure posso scegliere di “umanizzarmi”, mantenendo custodito il mio Centro e rispondendo dalla quiete profonda del mio Essere che onora l’Essere dell’altro con grazia.

3) “Sono qui per te” – Ascolto Empatico. Se l’altro tira fuori il peggio di sé, mi metto in ascolto: “Cosa lo fa soffrire?” L’egoismo è sempre la risposta ad un disagio, una paura, un dolore. Spesso nasce quando la persona sta rinnegando qualche parte di sé vulnerabile e ferisce l’altro nella sua vulnerabilità. Ascoltare significa creare nel cuore uno spazio proprio per l’altro, libero da pregiudizi, dedicato, sensibile e amorevole. Ne consegue una più profonda comprensione: “Ti capisco”… “Comprendo”….”Forse anch’io al posto tuo…”.

4) “Beati i costruttori di Pace”. Quando la nostra volontà si volge al Bene, diventa “buona”, ossia orientata a costruire e mantenere armonia e pace tra le persone, dentro al “NOI” che ci sta a cuore: “Pace agli uomini di buona volontà”. Nel conflitto, posso scegliere di creare le migliori opportunità per essere in un’atmosfera pacifica e conciliante. Oppure accorgermi che l’altro non può seguire questa direzione e accettare di perdere e lasciare andare coraggiosamente il “NOI” a malincuore per custodire la mia armonia e la mia pace interiore ed esteriore, in particolare dei figli.

LE FRASI DELL’ ANTAGONISMO (REAZIONI EGOICHE)

1) Voglio vincere io
2) Ho ragione io Protesto anziché proporre.
3) Io mai colpevole. E’ tua la colpa. Cerco colpevoli fuori di me anziché responsabilità reciproche.
4) Io mantengo una posizione di potere, mai mi mostrerò vulnerabile, userò l’attacco, il ritiro, la sospensione o la confusione.
5) Cerco scuse, mi giustifico anziché dire “mi dispiace” “scusa” “capisco” “ho sbagliato”.
6) Uso pretesti per dirti altro da ciò che mi hai proposto. Recrimino sul passato.
7) Io sono “il giusto”, “So cosa/come devi fare tu”. L’unica soluzione è la mia. Io so come si fa.
8) Io tengo il controllo su me stesso e/o su te.
9) Reagisco contro di te. Ti punisco. Mi vendico. Ti distruggo.
10) Ti faccio male se mi fai male.
11) Ignoro la tua sofferenza/difficoltà.
12) Ti domino, ti snobbo, ti ridicolizzo, ti ignoro.

LE FRASI DELL’AMORE PER UN “NOI” FORTE e TENERO.

Relazione tra due (o più) Io distinti = Noi = bene comune.

1) “Come stai? Ho voglia di tempo con te, per sapere di te”.
2) “Sono qui per te” . “Dimmi se tu sei qui per me.”
3) “Sei importante per me” “Dimmi se sono importante per te”.
4) “Apprezzo di te….. Apprezzo che tu….”. “Grazie” “Mi fai felice”
5) “Vedo che sei in difficoltà con me (che soffri, che ti agiti, che sei scontento, che sei arrabbiato). Per favore, AIUTAMI a capirti meglio. Dimmi cosa di me ti crea difficoltà, cosa ti irrita”. Se non ti capisco farò ancora altri errori senza volerlo o senza rendermene conto”.
6) “Non è mia intenzione farti soffrire. Ho bisogno di conoscerti meglio. Soprattutto di sentire e conoscere la tua parte vulnerabile e i bisogni che ha”.
7) “Ti vedo in difficoltà, mi dispiace. Posso fare qualcosa per te? Per renderti felice?”.
8) “Ti chiedo scusa, non credevo di ferirti. Starò più attento la prossima volta, ora che lo so”.
9) “Sento importante che tu sappia di me…altrimenti continuerai a farmi soffrire o arrabbiare”
10) “Sono in difficoltà, soffro (o sono nervoso-arrabbiato), per favore dimmi se ti va di aiutarmi. Ho bisogno della tua tenerezza e del tuo ascolto”.
11) “Hai ragione, ma solo in parte. In me ci sono anche cose buone”. “Hai detto cose giuste in parte. Ti va di sentire il mio punto di vista? Puoi venirmi incontro?”. “Possiamo trovare un punto di incontro?”.
12) “Ora hai visto questa parte di me… sono anche migliore di così”.
13) “Mi dispiace ma non riesco ancora a perdonarti. Ho bisogno del tuo aiuto (tuo ravvedimento – riproponimento – responsabilità)”.
14) “Adesso mi sento troppo agitato (o sofferente); mi prendo un po’ di tempo prima di riparlarne”.
15) “Mi manchi. Ho bisogno di sentirti più vicino/coinvolto/responsabile… è possibile?”.
16) “Non sono d’accordo con le tue opinioni/decisioni, ma il mio affetto resta. Il NOI resta”.
17) “Facciamo la Pace. NOI siamo più importanti del mio o tuo egoismo. Troviamo un accordo comune”.
18) “Il nostro NOI vale la pena. Rinnovo la mia fedeltà al NOI, con rispetto per te”.