Nuove abitudini e Pratiche di consapevolezza a tavola.

a cura di Livia Andreon e Daniela Iacchelli

Quattro incontri conoscitivi e pratici per imparare a nutrire consapevolmente il corpo e l’anima e per stare in salute.

Non è così scontato che quando mangiamo stiamo effettivamente nutrendo il nostro corpo e tanto meno la nostra anima.

C’è una differenza sostanziale tra ‘mangiare’ e ‘nutrirsi’ e la chiave per la comprensione di ciò passa per gesti semplici, quotidiani, come fare la spesa, cucinare il proprio cibo con sapienza e amore e assaporarlo in ‘presenza’; significa conoscere e saper riconoscere la qualità vitale di un alimento, perché alimentarsi è semplicissimo, basta dare una risposta allo stimolo della fame, ammesso di saperlo riconoscere…ma nutrirsi ha a che fare con la qualità di questa risposta.

Abitudini scorrette, credenze, falsi miti e una scarsa consapevolezza del cibo portano nel tempo ad aumento o perdita di peso, con diverse conseguenze sul nostro benessere psicofisico.

Vedremo come sia necessario adeguare la propria alimentazione nel corso della vita e dei suoi inevitabili cambiamenti, soprattutto quando con l’età si fanno strada disturbi o patologie associate all’ infiammazione cronica che fa parte dello stesso processo di invecchiamento.

Adeguarsi ai cambiamenti in fatto di alimentazione spesso non è così semplice, per questo è indispensabile motivarsi con le conoscenze e rafforzare la volontà con Pratiche Mindfulness.

In questi incontri puoi acquisire le giuste informazioni e apprendere semplici Pratiche di Mindfulness per un sano rapporto col cibo e con te stesso, affinché il cibo possa veramente essere la tua medicina.

Prima serata di presentazione, il 9/10/19 entrata libera con prenotazione.

A seguire, tre serate di approfondimento, 23/10/19 – 6/11/19 – 20/11/19

13 a serata.

Spaziovivo, Bologna via Saffi, 8 ore 20,15

Necessaria la prenotazione per ogni singola serata tramite wathsapp entro il giorno precedente. Daniela 3405991737 Livia 3333450925

RAPPORTO CONSAPEVOLE COL CIBO. MINDFULNESS A TAVOLA.

9 /10 /2019 ore 20,15

Mangi o ti nutri? Sai fare la spesa? Sai cucinare in modo sano e salutare?

Categorie alimentari e qualità energetica dei cibi, fare la spesa consapevolmente.

Pratiche Mindfulness per una scelta consapevole e per gustare ogni piccolo gesto.

RAPPORTO CONSAPEVOLE COL CIBO E GESTIONE DELLO STRESS.

23 /10 /2019 ore 20,15

Ti preoccupi di togliere calorie o di essere in salute?

Perché fai diete, mangi poco e ingrassi lo stesso?

Con l’età si prende peso facilmente, perchè?

Le diete e l’attivazione dei meccanismi dello stress, le conseguenze.

Dipendenza da carboidrati e zuccheri. Il cibo come medicina.

Semplici Pratiche Mindfulness per la gestione dello stress.

RAPPORTO CONSAPEVOLE COL CIBO E METABOLISMO.

6 /11 /2019 ore 20,15

L’infiammazione cronica, il nemico numero uno della perdita di peso e dello stato di salute.

Alterazioni metaboliche e patologie correlate all’infiammazione cronica.

Semplici Pratiche Mindfulness per la gestione dello stress.

RAPPORTO CONSAPEVOLE COL CIBO E VISSUTI VISCERALI.

20 /11 /2019

Microbiota e intestino. Asse intestino-cervello.

Non siamo soli: miliardi di organismi, popolano il nostro intestino ed è meglio farceli amici! Questo popolo di microbi chiamato microbiota, se in equilibrio, ci aiuta ad assimilare il cibo, ci protegge da molte malattie e ci fa stare meglio, influisce infatti anche sul nostro stato mentale.

Pratiche Mindfulness e Comprensione Psicosomatica dei vissuti viscerali.

Livia Andreon

unnamed RAPPORTO CONSAPEVOLE CON IL CIBOFarmacista integrata, esperta in cure naturali. Oltre ad esercitare la professione di Farmacista, svolge attività di consulenza naturopatica a Spaziovivo.

Dopo la laurea in Farmacia ha frequentato la scuola A.I.O.T. di Omeopatia Classica.

Ha frequentato la scuola di Naturopatia Campus Laboratori Borri di Roma conseguendo le specializzazioni in Iridologia (con approfondimento in Iridologia Familiare Sistemica) e in Riflessologia Plantare, hanno fatto seguito diversi corsi di approfondimento e perfezionamento in Kinesiologia applicata, Floriterapia di Bach, Californiana e Australiana, Medicina Tradizionale Cinese, Lipidomica, Micoterapia a sostegno del microbiota, ormonale e costituzionale.

Rivolge il proprio operato alla persona intesa come entità globale, un unicum costituito da corpo, mente ed emozioni, con la finalità di portare al massimo livello le sue potenzialità di stare bene.

Utilizza tecniche corporee di riequilibrio, insieme a consigli nutrizionali e integrativi adeguati alle caratteristiche di terreno della persona a scopo preventivo e in sostegno a eventuali terapie mediche.

Seminare nei primi tre settenni i fondamenti
per creare sane e profonde relazioni umane ed affettive.

Tutta la nostra vita, a ben vedere, si basa sulle nostre relazioni, sulla nostra capacità di crearle, gestirle, coltivarle, conservarle e scioglierle a tempo debito. R.Steiner ci invita a meditare su come tutti noi siamo quello che siamo proprio in virtù degli incontri e delle relazioni col nostro prossimo che abbiamo durante la nostra biografia. Un posto speciale hanno le relazioni affettive, basate non solo sulla comunanza di interessi culturali,lavorativi, sociali,politici, ma anche su uno scambio di sentimenti ed espressioni che corrispondono alle nostre attitudini verso l’Umano.

Eppure nell’educare i bambini si pone più facilmente l’accento sull’apprendimento di abilità manuali e cognitive, sull’acquisizione di conoscenze e norme di convivenza “giusta” ma non necessariamente su come diventare capaci di vera fratellanza, amicizia e intimità affettiva, sviluppando le migliori qualità dell’Essere Umano.

logo Educare agli affetti e all'UmanoLa relazione è umana ed affettiva quando passa per il cuore, quando vuoi il bene dell’altro e l’altro è un bene per te. E’ affettiva quando i cuori si intendono, si appartengono e scambiano l’intimità del disarmo: ci si fida a mostrarsi vulnerabili e bisognosi di aiuto, ci si confida i segreti del cuore senza mascherarsi e si ha la tenerezza di rispettare e curare la fragilità dell’altro.

Nel processo di sviluppo biografico attraverso i settenni, Steiner ci segnala che nel cuore della biografia umana, dai 28 ai 35 anni di età, è prevista la maturazione dell’Anima Razionale e Affettiva e che questa sarà il fondamento per una vera evoluzione in Anima Cosciente e Sè Spirituale e per la qualità delle relazioni sia sociali che affettive. A quell’età, se abbiamo seminato gli ingredienti giusti, i bambini che abbiamo cresciuto saranno adulti capaci di saper trovare il proprio posto nel mondo sociale e allo stesso tempo nel nido privato fatto di relazioni significative e profonde con cui condividere i propri affetti e i progetti personali. Eppure la trasmissione dei valori riguardo a come vivere le relazioni affettive sembra essere di minor importanza rispetto a quella dei valori di razionalità e logica per avere successo nel mondo sociale.

E’ all’interno delle relazioni familiari, con gli adulti che ci curano e ci crescono, che acquisiamo i modelli di comportamento affettivo e sviluppiamo un certo grado di umanità. Quei modelli diventeranno i nostri riferimenti interni (e inconsci) per regolare i nostri affetti nella vita adulta.

Per orientare genitori ed educatori all’educazione affettiva porrò in evidenza alcune tracce nella convinzione che per educare sia necessario contemporaneamente auto-educarsi e risolvere in modo armonico gli squilibri relazionali che ci sono stati trasmessi dalle famiglie in cui siamo cresciuti.

In generale per poter costruire sane e profonde relazioni affettuose è necessario saper costruire “ponti” tra se stessi e “l’altro da sè” e possibilmente scambiarsi il “meglio” dell’Anima umana: il Bene (benevolenza-amorevolezza), l’Armonia e la Pace, la Verità.

Il ponte permette che da un Io e un Tu nasca un NOI che è il bene comune di entrambi, relazione amorevole, legame e appartenenza sicura. Perchè nasca questo NOI è importante saper vincere l’ostacolo principale che è il nostro egoismo, il senso di separatezza, la diffidenza, l’antagonismo e la prevaricazione tipici degli impulsi astrali antisociali del nostro “Ego”. Essi iniziano a manifestarsi nel bambino attorno ai 2 anni e mezzo (sono segnalati dal linguaggio, con l’inizio dell’uso delle parole Io e No).

Dalla fusionale armonia e venerazione del neonato inizia un lento processo di differenzazione e poi individuazione. L “IO” incontra il TU e inizia il confronto,il patteggiamento,la mediazione per generare quel NOI che ci accarezza il cuore.

Indispensabile allora favorire nei piccoli la capacità di passare dal naturale egoismo della primissima infanzia all’altruismo del secondo settennio fino all’amorevole intimità del terzo settennio. Sapendo che sarà poi solo dal 21esimo anno di età che il vero e proprio IO individuale del ragazzo potrà operare la metamorfosi da ego minorenne a un Io adulto capace di governare le forze astrali egoistiche con un governo morale ed etico.

Il NOI è un flusso di movimenti reciproci. Per avere sane relazioni affettive bisogna saper respirare tra i 2 movimenti basilari della vita: raccoglimento in sè (introversione, ascolto di sè, autocoscienza,elaborazione delle esperienze) ed espansione verso l’altro (estroversione, ascolto dell’altro, comunicazione, confronto sulle esperienze). Come possiamo pretendere di comunicare correttamente col prossimo se non sappiamo comunicare con noi stessi? L’educazione dovrebbe sempre facilitare nel bambino-ragazzo l’esplorazione di entrambe le modalità.

Nell’esperienza del crescere si è impegnati nell’ardua impresa di passare da una relazione in cui si ha la posizione di “disparità” di condizioni tra genitori (autonomi) e figli (dipendenti) ad una posizione di “parità” tra coetanei (autonomi e interdipendenti), per poter creare amicizie e relazioni di coppia fino a dar vita ad un nuovo nucleo familiare o comunque costruire una rete di relazioni capaci di nutrire il cuore e i bisogni di tenerezza e vicinanza. Il genitore ha quindi il compito di insegnare al figlio a saper stare “al proprio posto” nelle relazioni: questo posto inizia con l’essere di estrema fragilità e dipendenza nella prima infanzia e prosegue con l’acquisizione di una sempre maggior autonomia, fino alla libertà adulta di uscire dal nido familiare per andare nel mondo e creare nuovi affetti paritari. La grande impresa del crescere è di imparare a stare insieme in una posizione dipendente e subordinata, ma poi acquisire la capacità di relazionarsi in parità, autonomia e reciprocità coi coetanei.

Nella relazione di disparità i genitori hanno funzione duplice: normativa (dare regole) e affettiva (dare amore). Il figlio cresce dentro ad una relazione in cui le norme vengono date da un’autorità indiscussa ed egli è bene che si adegui e non pretenda di fare altrettanto. Ma poi dovrà crescere e saper costruire relazioni in cui le norme diventano proposte da discutere e per cui trovare accordo di entrambi e l’amore viene dato e ricevuto paritariamente e non da una fonte onnipotente a cui chiedere continuamente soluzioni. Per favorire questo difficile passaggio i genitori possono, nei primi 2 settenni, trasmettere i valori del “Noi” paritario solo attraverso l’esempio della loro relazione di coppia e delle loro amicizie. Ingredienti importanti sono il tempo dedicato alla privacy della coppia, l’alleanza, il patteggiamento, la tolleranza per gestire le delusioni,il guardare insieme al bene dei figli, il far pace o il sciogliere il vincolo senza disprezzare e recidere il legame costituito dai figli in comune. Dal terzo settennio promuovendo nel ragazzo un graduale sviluppo del senso di responsabilità verso gli altri, collaborazione in famiglia, scambio, confronto, propositività. Dopo i 18-21 anni il ragazzo resta “figlio”, ma diviene un “figlio adulto” che condivide col genitore la condizione di adultità. Lo scambio non sarà mai alla pari, resterà sempre il fatto che i genitori hanno dato la vita e i figli non possono ricambiare, tuttavia ci sarà scambio e addirittura capovolgimento di ruoli durante la vecchiaia o la malattia dei genitori. Ma i figli non potranno dare norme ai genitori e pretendere “obbedienza”.

Dai 0 ai 7 anni

L’esperienza da offrire è quella del “Bene” in tante declinazioni. Tutto passa principalmente attraverso il corpo, quindi trasmettiamo affetto attraverso il tatto e il contatto dello sguardo, della voce, del nostro odore. “Sono qui per te” è ciò che passa nella tenerezza dell’accogliere, contenere nell’abbraccio, nutrire, sostenere, proteggere, consolare. Il senso di sè ( Io esisto e faccio la differenza) il bambino lo trae da quanto e da come “esiste” per l’altro che lo ama. La fiducia nell’altro e l’aspettativa positiva, le forze di venerazione sono generate dal sentire che i grandi “mi vogliono bene e fanno il mio bene”in modo tangibile e per nulla astratto o intellettuale. Nell’insorgere dell’oppositività dei 2 anni e mezzo, si impara a differenziare il SI dal NO, l’IO dal TU, quindi come ricevere o dare dei No. E’ un bene quando si percepisce che quei No sono “a favore” del mio bene e non “contro” di me. Il genitore si ricordi che nel rapporto con gli altri, il bambino sta ancora sviluppando quello che Steiner definisce “sano egoismo” e non può ancora sviluppare un vero altruismo, ma almeno possiamo ispirare un giusto rispetto e la capacità di immedesimarsi ( “se capitasse a me di essere trattato come sto trattando l’altro?”). I confini sono necessari ed è importante se vengono sperimentati con saldezza dell’adulto che mette a disposizione le forze del suo Io per dare norme e stabilire cosa SI e cosa NO, con amorevole gentilezza e soprattutto senza sensi di colpa e giustificazioni intellettuali inappropriate a questa età. Il gioco, la fantasia e le immagini simpatiche sono il tramite con cui educare affettuosamente anche a ciò che non piace ma è “bene” fare. L’acquisizione di nuove abilità è sostenuta con lo spirito “ti aiuto a fare da te e non da solo. Io sono qui al tuo fianco per sostenerti mentre impari a farlo da te“.

Dai 7 ai 14 anni

Il fondamento dell’educazione dovrebbe essere il “Bello”, ossia l’Armonia e l’equilibrio tra gli opposti e la capacità di “far Pace”. Le relazioni del bambino devono trovare equilibrio tra chi è nel “nido” e chi è nel “mondo” soprattutto coetanei compagni di scuola o di squadra o gruppo. Lo svincolarsi del corpo eterico dalla costruzione del corpo fisico, sviluppa la capacità di astrazione e quindi anche di “immedesimazione” nell’altro che fino ad ora era un mondo estraneo e sconosciuto. E’ l’epoca giusta per favorire un sano altruismo in cui l’altro è visto, ascoltato, compreso, considerato un valore e un bene prezioso. Importante trasmettere ai bambini il loro proprio valore e il senso della propria dignità nell’impatto con l’egoismo degli altri bambini (soprattutto ora che il fenomeno del bullismo sta così ingrossandosi), ma anche aiutarli a superare il proprio egoismo con pratiche altruistiche di solidarietà, scambio, dono, alleanza. Formativo diventa la pratica dell’apprezzamento e della sana autocritica al momento giusto. E’ questa l’epoca in cui educare al ritmo “introversione-estroversione” assicurandosi che il bambino dosi in modo armonico lo stare con se stesso e lo stare in compagnia dei coetanei. Per i temperamenti più chiusi e pacati significherà facilitare l’estroversione in modo delicato e rispettoso, mentre per i temperamenti più estroversi facilitare il raccoglimento e il tempo della quiete domestica. Attorno al nono anno è bene favorire il senso di appartenenza alla famiglia con relazioni affettuose e rinforzanti per permettere al piccolo di “atterrare e radicarsi” definitivamente sul pianeta Terra, imparando a contare sugli umani oltre che sul Mondo Spirituale che fino a quel momento sentiva spontaneamente vicino. Nelle discordie e nelle differenze, si può alimentare l’attitudine a “fare pace” chiedendosi “come si porta pace ed armonia qui, nel rispetto di tutti?”, evitando fazioni e schieramenti antagonisti. A tal proposito è fondamentale che anche nei dissidi in famiglia, tra genitori o altri adulti, il bambino possa restare al di fuori di richieste più grandi di lui, ad esempio di schierarsi a favore di un genitore contro l’altro. In generale aiutiamo i bambini proteggendoli da noi stessi, dai nostri moti emozionali adulti, dai nostri bisogni che risulteranno sempre invadenti e troppo grandi per loro.

Negli sport e nei giochi di squadra diventa importante per le relazioni affettive che si giochi con sano spirito agonistico per aiutarsi a superare i propri limiti , ma si rinunci all’antagonismo aggressivo e alla sopraffazione dell'”avversario” o del rivale.

Dai 14 ai 21 anni

Il valore più importante è la “Verità” e la Coerenza. Il ragazzo apprezzerà soprattutto le relazioni veraci e le persone coerenti. Nutriamolo con sincerità e confidenzialità senza però voler diventare gli “amici”: si resta in posizione di disparità , ma si insegna al ragazzo a condividere sempre più responsabilità affettive nella vita in comune, nel “noi” che è la famiglia e a scambiare livelli sempre più profondi di confidenzialità.

E’ questo il tempo della maturazione sessuale e della relativa identità di genere. L’incontro con l’altro sesso è al centro dei drammi e dei diletti di questa età. . Il corpo torna ad essere al centro delle esperienze, ma questa volta è abitato da un’anima in fioritura, quindi un corpo che è valore “sacro”, soggetto e non oggetto, tempio e luogo di incontro. Indispensabile allora un’educazione sentimentale e sessuale adeguata, in cui il padre trasmette cosa pensano,sentono e vogliono gli uomini e la madre fa lo stesso riguardo alle donne. E’ importante trasmettere come “coniugare” piacere del corpo con gioia dell’anima, potenza del desiderio fisico con tenerezza del cuore e rispetto della volontà e dignità altrui.

Ai maschi sarà di aiuto conoscere il valore e la dignità della tenerezza e della vulnerabilità senza vergogna. Alle femmine il valore della custodia di sè, del saper dire no e del dono sentito di sè quando è il momento “giusto”.

Da questa età in avanti diventerà sempre più appropriato intrattenere conversazioni “d’anima” a partire dal “Sono qui con te” per favorire una narrazione di sè che sappia dare il nome a quell’intrico di emozioni e reazioni viscerali tipiche dell’età, che sia sostegno nel respiro tra introversione ed espansione. E chiedere :”Come ti senti? Come ti fa sentire quello che accade? Ne possiamo parlare?Ti posso aiutare a fare ordine e a sdrammatizzare grazie alla mia esperienza”.Il tutto dalla posizione di rispetto della privacy del ragazzo e sempre nella posizione di disparità come genitori.

E’ molto facile, direi garantito, deludere un adolescente nelle sue aspettative idealizzate e ancora molto centrate sul proprio egoismo. Il genitore soffre e nel peggiore dei casi teme questa eventualità. Sentirsi screditato, messo in discussione, accusato indebolisce l’autostima e la sicurezza di stare facendo o aver fatto bene la propria parte di educatore. Sicuramente è l’occasione più preziosa per guardarsi dentro e far crescere l’autocoscienza, per dire qualche importante “mi dispiace, adesso farei meglio”, ma allo stesso tempo è di vitale importanza sopportare di deludere e non cedere ai ricatti affettivi. Anzi, è importante considerare che sarà proprio quella delusione a fare da leva nel ragazzo perchè sviluppi la necessaria spinta volitiva ad uscire dal nido e a costruire il futuro “a modo suo”. Un figlio sempre soddisfatto farà fatica ad uscire dall’abbraccio familiare e cercare altri abbracci. L’importante che il clima di opposizione resti nei limiti del rispetto e dell’affetto reciproco. Sarà anche prezioso trasmettere come elaborare la frustrazione e la delusione: proposte e non solo proteste, apprezzamento e gratitudine per quello che c’è, aprirsi al mondo per cercare nuove soddisfazioni.

 

LE FRASI DELL’AMORE TRA GENITORI E FIGLI

“Benvenuto” “Sono qui per te” “Ti voglio bene”

“Grazie! Mi fai felice” “Ringraziamoci e chiediamoci per favore”

“Bravo, ce la fai!” “Stai riuscendo a farlo da te,bravo”

“Ti apprezzo” “Festeggiamo i tuoi successi”

“Come stai? Ho voglia di sapere di te…” “Ti dedico il mio tempo per stare insieme, io e te”

“Capisco che non ti piaccia (o ti faccia paura), ma sono convinto che sia per il tuo bene e per quello di tutti “

“Troviamo un punto d’incontro” “Mettiamoci d’accordo” ” Facciamo la pace”

“Mi dispiace, col tuo aiuto la prossima volta farò meglio”

“Chiedi scusa con rispetto”

“E’ una gioia vedere che stai crescendo e diventi una donna/un uomo”

“Aiutami a comprenderti, dimmi cosa ti fa soffrire/gioire e cercherò di esserti vicino”

” Ascoltati dentro e senti cosa è davvero importante per te”

“Diciamoci quello che ci fa soffrire, per aiutarci a vivere bene insieme”

“Anche se non siamo d’accordo, il mio affetto resta”

” Se io ti deludo, ricordati che hai il mondo e la vita intera davanti a te”.

“Benedico il tuo futuro fuori dal nostro nido”

“SALVIAMO L’UMANO. Pratiche quotidiane di disobbedienza”.

Disobbedisci alla frenesia e leggimi con calma…

Marzo 2019


Questa vita sta perdendo le qualità dell’ UMANO. Il mondo corre verso un’evidente deriva, le relazioni sono sempre più aride, generano sfiducia e sempre maggior isolamento. La società è governata dall’egoismo di pochi e mantenuta dalle coscienze addormentate di molti.

Serve SALVARE l’Anima dell’uomo dalla sua estinzione, serve un nuovo Umanesimo fondato da donne e uomini risvegliati e intenzionati a fare la differenza, praticando nuovi stili di vita privata e sociale. Solo così potremo dare a noi e ai nostri figli un destino “umano”.
Occorre impegnarsi a fondo a PRATICARE nuovi modelli di vita e di relazione. Per un vero cambiamento non basta capire quello che non va , nè sapere cosa sia meglio fare. E’ necessario passare all’azione e dedicarsi a mantenere coerenza tra pensare, sentire e agire.
Le nuove Pratiche devono essere QUOTIDIANE e infilarsi tra le pieghe della nostra vita di tutti i giorni, permeare le nostre scelte e le nostre relazioni.
DISOBBEDIRE diventa un comportamento virtuoso se decidiamo di disobbedire ai grandi antagonisti dell’umano: l’egoismo imperante, il cinismo materialista e il nichilismo annientante per l’Io Umano.RISVEGLIARE la nostra vera umanità significa sostituire questi vecchi stili con fratellanza e spirito di servizio sociale.

Nel 1976 iniziai ad occuparmi di Psicologia credendo fermamente che cambiare il mondo imponesse di cambiare se stessi per prima cosa. Il mio sogno era aiutare me stessa e le persone a portare nella vita gli ingredienti che erano mancati nel passato: Autocoscienza, Pensare libero da condizionamenti del passato, Conoscenze sul senso dell’esistenza terrena e cosmica, Amore nella relazione, sia con sé che col prossimo. Dopo tanto ascolto dei drammi delle persone, ho avuto la conferma che non mi sbagliavo, ma ho compreso che il cambiamento è una cosa seria e non basta affatto soffrire per dedicarsi veramente a cambiare rotta e aprirsi all’Amore e alla Conoscenza.Dal 1987 traggo buona parte dei miei orientamenti dalla Scienza dello Spirito di R.Steiner e questo mi ha dato accesso a conoscenze che mi permettono una comprensione dell’Essere Umano a 360°, concependolo come unità integrata di corpo-anima-spirito

Desidero sensibilizzare più persone possibile e raggiungere le Anime che hanno il mio stesso Sogno. Ho viva la speranza di creare Cerchi Umani disposti a cambiare e a condividere valori nella vita di ogni giorno. 

Ho bisogno di te che leggi e senti cantare il cuore in sintonia con me, ho bisogno della tua vitalità e della tua voglia sincera di non mollare. Ho bisogno di creare occasioni umane con cui davvero “ricrearsi” e da sola non ha senso provarci. Il mondo ha questo bisogno.

Ho bisogno di compagni di viaggio e “alla pari” per creare una Rete di Praticanti di valori universali. Scrivimi se ti senti in accordo con me, se nelle tue relazioni ti mancano amicizia, fratellanza e sorellanza, gentilezza, tenerezza, premure, sorrisi, abbracci prolungati, benevolenza, inclusione , veracità, spontaneità, semplicità. Potrebbe accadere che insieme ce la faremo, in rete e di persona…

Sei parte del Sogno? Si, se hai compreso l’importanza vitale della lentezza, del respirare in quiete, del lasciare andare vecchie paure e attaccamenti , se sei stanco di avvelenare Madre Terra o essere avvelenato, se ti hanno stufato la competizione e l’antagonismo, la libertà egoistica del libero mercato in cui stritolano le tue risorse, come anche i vecchi ruoli maschili e femminili,se hai urgenza di camminare o stare in Natura, se ti rigeneri sotto un albero e lo senti amico, se desideri nutrirti di cibo vivo e semplice e ami coccolare animali e anche vicini di casa

Andiamo nella stessa direzione? Si, se hai afferrato l’importanza di “liberare” i tuoi giorni affannati e “fare spazio” al semplice esistere, magari in buona compagnia. Se credi che nessuno dovrebbe essere lasciato solo a Natale o in un ospedale, ma neanche in quelle sere in cui si ha bisogno di un amico che ti abbraccia e ti mette al primo posto…. se vorresti vedere giocare insieme anziani, giovani e bambini per far scambio di saggezza e leggerezza….se intuisci di avere radici in Terra ma anche ali in Cielo, se sai di appartenere ad un Piano Universale in cui l’Umano è tra i più bei sogni di Dio che solo noi possiamo realizzare, se vuoi mettere al centro della tua vita la visione di un uomo articolato in corpo-anima-spirito, incluso e parte fondante di un grande sistema vivente e spirituale che chiamiamo Natura e Cosmo, responsabile di un piano di evoluzione che si svolge tra reincarnazione e Karma, sostenuto saggiamente ed amorevolmente da Guide e Maestri Cosmici, primi fra tutti il Cristo, la Divina Sophia e il Buddha, senza bisogno di aderire ad una particolare istituzione religiosa, allora sei pronto per entrare nel Cerchio di “Salviamo l’Umano”. Lo sei anche se credi che sia indispensabile in questo tempo allinearsi coi Valori Universali e Morali del Fare il Bene, Fare la Pace e Creare Armonia, Vivere nella Verità e nella Libertà. Creare , insomma, Nuovi Cieli e Nuova Terra.

Sono l’unica a sognare questo Sogno? Non credo proprio…vorrei stanare chi è della mia stessa pasta, chi è sale e lievito per questa Terra…e Luce del Cosmo.

E’ tempo di mettersi in movimento…anzi, di ESSERE MOVIMENTO e far lievitare la  Nuova Terra. Non mi riferisco ad un movimento politico (di cui si sente comunque il bisogno, nell’accezione più alta della parola “politica”) ma intendo sostenere movimenti interiori che , nell’incontro umano, si riverberano nella Comunità intorno e si fanno pane da spezzare insieme.

In tanti anni, come Psicoterapeuta” ho dato tanto a “senso unico” , infilata dentro al mio “ruolo” professionale. Il patrimonio della mia esperienza resta intatto, molto ricco ed è sempre a disposizione, ma ora è tempo per me di tracciare una rotta nuova: incontrarmi con chi ha voglia di mettersi in gioco in prima persona e fare la differenza insieme a me. Vorrei inaugurare nella mia vita un’Etica della Reciprocità, grazie alla quale vivere uguaglianza e scambio con chi incrocia il mio cammino, sia che abbia bisogno “anche” delle mie competenze, sia che abbia già la propria autonomia. [ Lo sai che nel 1993 un gruppo di delegati di 143 diversi orientamenti religiosi, hanno approvato una “Dichiarazione per un’etica mondiale” basati su non-violenza, solidarietà, tolleranza, eguaglianza? Lo sai che la Regola d’Oro che hanno stabilito è proprio l’Etica della Reciprocità?]

Progettare piccole grandi occasioni d’incontro Umano, darci una mano a incontrarci e a scambiare valori e azioni umane. Passare giornate in natura, meditare testi ispirativi, riconoscere la Via maestra nei Vangeli e la saggezza nel cammino del Buddha, la necessità di risvegliare il Femminile Sacro in tutti noi, coltivare poesia e bellezza, viaggiare in luoghi che siano opportunità di risveglio e conoscenza, abbracciarsi e pensare insieme nuovi pensieri viventi.

Stare insieme in modo “edificante” senza scaricarsi addosso nevrosi. Predisporsi ad auto-educarsi, svegliarsi e mettersi in discussione. Disobbedire alle logiche che ci riducono automi dormienti e risvegliare le coscienze attraverso Presenza, Mindfulness e Meditazione. Insomma creare una Comunità in cammino…

Le mie “competenze” restano a disposizione di chi desideri imparare le Pratiche che sono diventate il mio Metodo Metamorfico in più moduli, frutto di decennale esperienza personale e professionale. Ma questo non significa che si venga a fare l’ennesimo Corso senza scambiare nulla con chi guida, può invece diventare un’occasione per creare insieme opportunità comuni e comunicanti. Chiedersi come diventare “virali” e mettere in circolo i nuovi paradigmi appresi…

Possiamo imparare a creare in noi una Coscienza che sappia Osservare i meccanismi egoici, sappia evitare la reattività e sappia rinunciare alla vecchia identità costruita sulla messa in sicurezza da paure indotte e sulla separazione gli uni dagli altri, sull’alienazione dalla Natura e dal Cosmo.
Ogni giorno praticare il ritorno al cuore di se stessi e del nostro prossimo.
Metterò a disposizione occasioni per condividere questi intenti,nella speranza di trovare sostegno e compagni di cammino disposti ad affiancarmi nell’organizzare e gestire incontri.

Scrivimi una mail e raccontami il tuo Sogno e perchè il mio ti piace. Scrivimi se senti che vale la pena sostenere il mio Sogno “Salviamo l’Umano”….

Scrivi a : spaziovivobo@gmail.com

FAI ORDINE NELLE TUE RELAZIONI E RITROVA I MOVIMENTI DELL’AMORE

SABATO 29 GIUGNO 2019
dalle ore 10 alle ore 20

Conduce: dr.ssa Daniela Iacchelli
Studio Spaziovivo Via Saffi,8 Bologna

ISCRIZIONI: dal 9 maggio al 3 giugno inviando il Modulo a questo link 

COME FUNZIONANO LE SESSIONI DI GRUPPO DI COSTELLAZIONI?

Prassi preliminare:

COLLOQUIO PRELIMINARE: per chi non ha mai costellato o per chi si sente confuso, di solito è auspicabile un incontro individuale precedente l’incontro di Gruppo. Prima dell’incontro richiedo la compilazione di un Questionario sul proprio Albero Genealogico (vai a: https://www.danielaiacchelli.net/domande-albero-genealogico-costellazioni-familiari-sistemiche-bologna/ ).Questo viene poi elaborato con cura durante il colloquio. Di solito risulta molto efficace costruire il proprio Albero Genealogico poichè aiuta a portare a coscienza tante persone e fatti che restavano nell’inconscio. Invito la persona a focalizzare l’ambito specifico del suo disagio e il problema per cui cerca di far pace o trovare una soluzione. Si metteranno poi in risalto gli elementi essenziali su cui focalizzarsi in attesa del Gruppo. La persona viene anche orientata ad acquisire una visione sistemica del problema,a comprendere cosa significhi “presenza consapevole” e “seguire il flusso”,infine a percepire se ci sia la necessaria forza ed apertura per questo tipo di lavoro che richiede una buona capacità di ordinare il materiale che emerge e anche una discreta forza di elaborazione.

NEL GRUPPO

  • Utilizzando il mio Metodo Metamorfico solitamente faccio iniziare i Gruppi di una giornata o di un week end con un lavoro corporeo per sciogliere le tensioni che impediscono il fluire dell’energia vitale e della consapevolezza profonda. Questo aiuta anche a creare un’atmosfera di gruppo più rilassata e confidenziale.
  • Segue poi una parte di Respiro Consapevole e ascolto profondo di sè per fare il silenzio necessario a far emergere le risorse dell’anima più efficacemente impegnata nel cambiamento.
  • L’ultima parte della preparazione è un breve lavoro esperienziale per tutti per comprendere come fare a “seguire il flusso”, a sentire il “campo” e a interagire lasciandosi muovere senza interferire quando si rappresenta.
  • In questa atmosfera di raccoglimento, centratura in sè,“presenza” e “capacità di stare nel flusso”, si inizia il lavoro vero e proprio in cui cercheremo le “buone soluzioni” che portano pace nella nostra vita e in quella di tutti. La domanda che sottintende a tutto il lavoro è quella suggerita da B.Hellinger: “Cosa farebbe l’Amore qua?”.
  • .Costellare , “mettere in scena”: l’interessato viene aiutato ad individuare la difficoltà principale per cui cerca una soluzione e a formulare la “giusta domanda”. Sceglie in modo spontaneo,tra i presenti, persone che “rappresenteranno”se stesso e i componenti del suo sistema di riferimento e le dispone nello spazio predisposto in relazione tra loro. I cosiddetti “Rappresentanti” dovranno fare silenzio della propria mente e seguire il flusso di informazioni proveniente dal “campo” familiare messo in scena, dovranno semplicemente farsi muovere nel corpo e nell’anima senza interferire. Chi costella sarà seduto al di fuori del “campo” e potrà così osservare, senza identificarsi totalmente,le interazioni all’interno del suo sistema. Chi conduce può individuare un movimento affettivo bloccato, un componente fuori posto nel sistema, dimenticato o escluso, un irretimento negativo o un archetipo da contattare. Suggerisce gesti, posizioni nuove o delle frasi che aiutano tutti a trovare posto, pace e armonia. Chi costella verrà invitato ad entrare in scena al momento opportuno così da poter interiorizzare e integrare le novità necessarie a creare in sè una nuova mappa più ordinata sperimentando i movimenti dell’anima che lo liberano dal passato.
  • Rappresentare: chi se la sente, si mette al servizio del sistema familiare che viene messo in scena. Ha il compito di lasciarsi muovere e seguire il flusso senza interferire. Già questa attitudine è una risorsa straordinaria da sperimentare ed inoltre ha l’opportunità di farsi attraversare da emozioni,sentimenti ed esperienze che gli sono mancate o che gli permettono di vedere un proprio problema da una nuova angolatura. Ad esempio, chi è fortemente identificato con la “vittima” potrebbe trovarsi a rappresentare “il carnefice”, o chi è ancora arrabbiato come figlio potrebbe rappresentare il genitore e sentire quali emozioni appartengono a quella “posizione” Dà aiuto, ma nello stesso tempo lo riceve in condizioni di quiete e presenza consapevole.

* GENEALOGIA KARMICA: DIVENTA L’ADULTO CHE AVRESTI VOLUTO VICINO DA BAMBINA/O.
Costruzione del tuo Albero Genealogico e individuazione dei temi karmici da trasformare nel tuo Presente.


Con una lunga serie di domande che fornisco, si possono costruire le storie che stanno alle tue spalle. I caratteri, le reazioni, le strategie dei tuoi antenati, le modalità relazionali tra coniugi o tra genitori e figli non sono a caso nella tua genealogia, ma hai scelto di appartenere a quelle storie perchè erano in “risonanza” con chi sei già stato in vite precedenti, con le sfide che hai voluto in questa vita per far crescere il tuo grado di “umanità” e il tuo rapporto con le forze morali dell’Io Umano: amore, armonia e verità. Smetterai di crederti “vittima” del passato e scoprirai che sei il Protagonista di una splendida avventura di riparazione e metamorfosi.
Sono necessarie informazioni storiche sui tuoi antenati, almeno fino ai Nonni o Bisnonni e un tempo da dedicare a creare una Mappa genealogica dei Temi principali.
Il lavoro si svolge inizialmente in forma individuale e poi può essere coronato da una o più Costellazioni Metamorfiche di Gruppo.

Lunedi 4 Febbraio 2019
ore 20-23

CRISTOSOFIA e VANGELO DI GIOVANNI

“IO SONO IL PRINCIPIO” Gv.8,25

Incontro di Cristosofia condotto da Daniela Iacchelli.

R. Steiner diceva “non ci manca il Cristo, ma la Sofia del Cristo”. Intendeva dire che l’Entità cosmica che chiamiamo Cristo è certamente con noi fino alla fine dei tempi, ma a noi serve conquistarci la “Sofia”, la conoscenza e la consapevolezza di CHI E’ il Cristo.

Per questo motivo ho deciso di usare, d’ora in avanti, la parola Cristosofia al posto di Cristologia per esporre le tante rivelazioni che Steiner ha dato grazie alle sue indagini scientifico-spirituali.

Per questo il nostro cammino insieme riprende dal Vangelo di Giovanni e da una delle affermazioni “Io Sono”di Gesù Cristo.

La formula dell’incontro sarà la solita: meditazione e visualizzazione guidata- Lettura del Vangelo- Approfondimenti di Cristosofia- Condivisione.

SEDE : Studio Spaziovivo Via Saffi,8 Bologna

PRENOTA IL TUO POSTO: entro il 4/2 alle 16 scrivi un Wathsapp al 340 5991737 precisando il cognome, in quanti verrete e la data dell’incontro che ti interessa. Se non hai w.app, scrivi un sms.

PORTARE: calzettoni per stare senza scarpe, quaderno per appunti e Vangelo.

COMPENSO: Offerta libera e responsabile. Ricevere attiva il Karma della Compensazione. Pareggiamo riconoscendo il valore ricevuto e compensando con risorse nostre. Ciò che riceverai è frutto di ore di vita, di studio, ricerca e meditazione sottratti agli impegni lavorativi remunerativi. Starà a te stabilire il valore di ciò che ricevi